Ho già introdotto l’argomento sui diritti di root nell’articolo dedicato a Titanium Backup, oggi ho intenzione di trattarlo in modo più approfondito. Riporto quanto già scritto come premessa: Ottenere i permessi di Root permette di accedere come amministratore di sistema a tutti i file del dispositivo. Anche a quelli che fanno parte del cuore del SO. Per la loro estrema potenza questi diritti, in Android, di default, sono inibiti. Ovviamente ci sono almeno due motivi leciti per questa scelta: stabilità e sicurezza. Per chi sa muoversi all’interno di Android, però, rappresentano un pesante limite. Così per quasi tutti i telefoni sono presenti in rete procedure che consentono l’accesso come amministratore.

Nei sistemi Linux, perciò anche Android, gli utenti comuni hanno accesso esclusivamente alla cartella utente, per andare oltre ed agire sul resto dei file, si ha bisogno di diventare “superuser” (superutente) e la cosa è piuttosto semplice in quell’ambito. La “root” (la radice) rappresenta il punto di mount del sistema, dove vengono installati i file necessari al funzionamento del pc. Avere accesso alla radice ci fa capire quindi quanta libertà ci sia dietro l’ottenimento dei diritti necessari, ma anche il rischio che ci assumiamo sfruttandoli. In mani poco esperte potrebbero rivelarsi estremamente dannosi.

La maggior parte degli utenti non avrà bisogno di spingersi tanto oltre. Tutti i terminali sono costruiti e programmati per funzionare perfettamente senza aver bisogno di modellare il cuore di Android. Tuttavia per i più esigenti si aprirà un mondo di personalizzazioni aggiuntive:

  • Eliminazione delle applicazioni preinstallate (ho spiegato come fare nell’articolo precedente)
  • Funzioni di hotspot e spostamento delle applicazioni su SD (App2SD) anche per versioni di Android precedenti a Froyo (2.2)
  • Overclock/underclock per spremere i processori fino all’ultima goccia o ridurne il consumo
  • Possibilità di installare ROM realizzate da sviluppatori underground con caratteristiche particolari. La più famosa su tutte è la Cyanogenmod, purtroppo non compatibile con tutti i dispositivi, ma ce ne sono molte altre ottime in giro per la rete.
  • Possiblità di fare backup dell’intero sistema tramite recovery e installazione di temi

Insomma, si apre una vastissima dimensione di modding estremo. Generalmente ogni terminale ha una propria procedura per accedere alla “root”, ci sono però applicazioni funzionanti su più smartphone che possono essere di aiuto: z4rootSuperOneClick, Universal Androot e Unrevoked. Qualora vogliate cimentarvi nell’esplorazione del mondo Android controllate che il vostro telefono sia compatibile con una delle applicazioni che vi ho segnalato e scegliete quella che ritenete per voi più user friendly. Può capitare che qualche smartphone non sia incluso nella lista, in tal caso non disperate, entrate nei forum di XDA developers, oppure  MoDaCo e sicuramente troverete una sezione dedicata al vostro gioiello. Si trovano anche buoni forum italiani in cui chiedere supporto.

Una volta ottenuti i permessi troverete installata una applicazione sul vostro telefono: “Superuser Permission“. Serve a concedere, ad ogni altro software che lo richieda, l’accesso con le credenziali da “superuser”, di cui abbiamo parlato poco fa. Potete negare questo accesso in qualunque momento aprendo l’app, ovviamente alcuni programmi non funzioneranno senza concessioni.

Ora parliamo del rovescio della medaglia. C’è sempre un po’ di rischio nel manipolare così profondamente un sistema operativo, a partire proprio dalla procedura con cui ottenere il “root” fino ad arrivare all’eliminazione di file fondamentali. Si tratta di operazioni elementari e reversibili (basta un hard reset per tornare allo stato iniziale), ma la possibilità, seppur bassa, che qualcosa vada male esiste, è concreta. Perciò non utilizzate programmi non compatibili con il vostro terminale e fate sempre attenzione a cosa eliminate, potreste compromettere seriamente le funzionalità dovendo poi ricorrere all’assistenza. A tal proposito può capitare di non vedere riparato il proprio telefono in garanzia a causa proprio della procedura per ottenere il root (LG ha comunicato proprio qualche giorno fa che per loro, invece, la garanzia non viene intaccata). Prima di spedirlo o portarlo al centro assistenza, resettate tutto per bene. E’ importante sapere che attivare i permessi di root non è una pratica illegale, non state facendo niente di male. Io ne consiglio l’utilizzo a chi ha una certa infarinatura di informatica ed ha l’animo dello “smanettone”, per chi è completamente a digiuno forse è sufficiente utilizzare il telefono come è stato nativamente progettato.

Superuser e funzioni
Superuser e funzioni

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