Uno degli argomenti più discussi quando si parla di Android riguarda l’utilizzo del Task Manager. C’è chi dice che sia fondamentale per mantenere scattante il telefono e risparmiare batteria, c’è, invece, chi sostiene che non serva a nulla. Non mi interessa schierarmi, ma la mia esperienza si pone nel mezzo.Il mio primo telefono Android aveva 256mb di ram e, francamente, senza agire manualmente sulla chiusura di alcuni processi era davvero lento. Quello attuale invece ha memoria a sufficienza per gestire tutti i servizi che utilizzo durante la giornata.

Quando conviene avere un Task manager?

Quindi, alla domanda “Secondo te serve un Task killer/manager?” risponderei un bel “Dipende“. Da quanto è datato il dispositivo, dalle caratteristiche hardware e da quanto è aggiornato. Diciamo che anche avendo un telefono di fascia medio/bassa, con CPU da 1Ghz e 512mb di Ram, che utilizzi almeno Froyo, non dovrebbe essercene bisogno. Lo dico perchè attualmente ho proprio questo tipo di telefono e tutto fila liscio, senza problemi, perciò non uso app per gestire la memoria.
Tuttavia ci possono essere mille motivi per volerne una, primo su tutti il voler chiudere quelle fastidiose applicazioni inutili caricate dai produttori, e per contro non penso che averla possa fare danni. Anche perchè questi programmi agiscono in modo abbastanza superficiale sul sistema.
Perciò, per chi desidera testare un task manager, oggi consiglio Advanced Task Manager della INFOLIFE LLC. Dico subito che le alternative sono innumerevoli e ne ho segnalate tre, a mio avviso valide, in fondo all’articolo. Ho scelto questo per una serie di motivi: è leggero (solo 400kb), è graficamente ordinato, benchè semplice, e regolarmente aggiornato, ha tante funzioni aggiuntive che automatizzano la gestione della ram e, soprattutto, è conosciuto ed è uno dei software di questo tipo più scaricati da Google Play.

 

Advanced Task manager

L’app, come tutte quelle dello stesso genere, non è particolarmente elaborata. Già al primo avvio stila una lista di applicazioni aperte e ne consente la chiusura tramite tasto posto nella parte bassa dello schermo. Il mio consiglio è di lasciar aperte tutte quelle app di cui si fa largo uso, inserendole nella lista degli ignorati (tenendo premuto sul nome del servizio che interessa) e chiudere le altre. Altrimenti la riapertura è lenta.
Ad esempio: se vi capita di consultare Facebook ogni 10 minuti, è inutile chiuderla, perdereste tempo nell’attesa. E’ bene chiudere, invece, tutto quello che non si utilizza frequentemente o di cui si fa uso saltuario. A me, personalmente, non piaceva per nulla l’assenza del tasto “Esci” dal browser. Capita di usarlo solo per fare una ricerca ed è esoso di risorse, mi sembrava uno spreco lasciarlo agire indisturbato in background, perciò lo chiudevo sempre. Seguendo questa linea d’azione, e aprendo il task manager a più riprese durante una giornata tipo, in pochi tentativi dovreste riuscire ad escludere tutto quello che è realmente necessario.

Nel menù, poi, si trovano due impostazioni importanti: quella per l’autokill in caso di spegnimento dello schermo e la chiusura a scadenza programmata. Entrambe sono abbastanza intuitive direi. La prima permette di stoppare tutti i processi in eccesso quando, dopo aver utilizzato lo smartphone, spegniamo lo schermo. La seconda invece permette di impostare un intervallo di tempo regolare in cui ripetere la stessa operazione. Non si escludono a vicenda, ma mi sembra inutile utilizzarle entrambe, scegliete quella che più vi fa comodo.
Oltre a ciò il Task Manager permette l’utilizzo di un widget sulla home che chiude i programmi a comando. Direi che c’è ampio spazio per la personalizzazione, perciò non vi resta che provare e scoprire se è realmente utile.

Download Google Play: Advanced Task Killer

Alternative: Advanced Task killer, System Panel, ES Monitor di Sistema

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